La mia esperienza Covid-19

Ho deciso di riportare questa mia esperienza con un duplice scopo: innanzitutto che possa essere di utilità, informazione e maggiore comprensione, per chi abbia il desiderio di approfondire con dati alla mano; in secondo luogo per me è importante dimostrare come l’efficacia di una interventistica precisa e fondata sulla scienza e sulla fisiologia, possa ridurre i tempi di malattia e accelerare notevolmente i tempi di recupero.

I primi sintomi li ho avvertiti domenica 24 gennaio 2021. la mattina feci un allenamento intenso, per via di una telefonata non andai nell’immediato a fare la doccia e presi freddo. La sera avvertii sintomi evidenti di febbre. Stavo già facendo su di me da diversi giorni monitoraggio dell’ANS (Sistema Nervoso Autonomo) e biofeedback respiratorio con dispositivo PPG STRESS FLOW BIOTEKNA. Ho colto l’occasione, continuando a monitorare ogni giorno di malattia per verificare come il mio Sistema Nervoso Autonomo ed il mio sistema vagale siano stati messi alla prova dal Covid-19.

All’inizio ho pensato fosse un semplice raffreddamento, ma quando ho iniziato a non percepire più i gusti dei cibi (sintomo che è andato via via aumentando di intensità, per poi recedere in una settimana circa), ho avuto la certezza di aver contratto il virus Covid-19, successivamente confermata dal tampone, effettuato in data 1 febbraio, appena mi sono sentito in grado di uscire.

(Ritengo, è un mio parere, che se non ci fosse stato un forte stress fisico alla base, sarei potuto probabilmente rientrare nella pericolosa categoria degli asintomatici, senza avere il minimo sospetto di essere stato contagiato.)

Per una migliore comprensione è utile specificare quali sono le principali funzioni dell’ANS: è responsabile di una serie di funzioni corporee in gran parte inconsce tra cui la frequenza respiratoria, la frequenza cardiaca, la temperatura corporea, la pressione, la digestione e la risposta immunitaria. La componente del Nervo Vago è collegata con il cuore, polmoni, tratto digerente, sistema immunitario, i sistemi coinvolti quando qualcuno viene infettato da questo virus.

Come precedentemente detto, ho eseguito su di me un monitoraggio giornaliero dell’ANS, ogni mattina appena sveglio, con il dispositivo PPG STRESS FLOW BIOTEKNA a partire dal 25 gennaio.

Questo il risultato dei primi tre giorni di monitoraggio:

Il primo dato che immediatamente risalta e che ho evidenziato con la freccia rossa, è il notevole incremento della frequenza cardiaca a riposo, come si può notare rispetto al test precedente del 24 effettuato in assenza di malattia. Già questo semplice parametro ha evidenziato una importante risposta infiammatoria in corso e il notevole impegno del corpo in risposta ad una condizione di stress acuto. Quando il corpo ha bisogno di reclutare energia per il cervello e il sistema immunitario aumenta il battito cardiaco medio. Già un aumento di 10 bpm indica una condizione di aumentata richiesta energetica, nel mio caso l’aumento è stato di oltre 30 bpm.

Sugli altri due parametri evidenziati più in basso, in cui c’è stato un crollo critico dei valori ( i dati raccolti nei casi COVID monitorati dalla BIOTEKNA hanno dimostrato che restare con SDNN sotto 20 e RMSSD sotto 10 per diversi giorni si traduce in rischio di andare in terapia intensiva e rischio di morte) è necessario aggiungere qualche informazione per avere una chiara comprensione.

SDNN è l’indice della variabilità della frequenza cardiaca, avere un valore alto significa alta adattabilità ad ogni situazione e cross talk tra gli organi, che comunicano correttamente tra loro.

RMSSD è un indicatore della funzionalità del nervo vago. Ci da informazioni sulla attività antinfiammatoria endogena innata ad opera del Nervo Vago. È un marcatore di salute e malattia e della capacità di recupero dalla malattia. Se il suo valore è basso, si ha una bassa efficienza immunitaria e una bassa capacità di riconoscere anomalie in un distretto.

Avendo visto i valori di questi parametri così critici e fuori scala, mi sono immediatamente attivato per cercare di recuperare il prima possibile una condizione di omeostasi. L’immagine che segue dimostra il mio impegno (con non poca fatica, ma molta volontà)

Ogni “PPG SF – ANS BF” indica un esercizio di biofeedback respiratorio effettuato con il PPG STRESS FLOW. “ANS Control Biofeedback” indica lo stesso esercizio effettuato con dispositivo portatile e applicazione dallo smartphone.

Ci sono varie possibilità di esercizi respiratori, io ho ritenuto opportuno concentrarmi sull’esercizio che favorisce il recupero del tono vagale, per stimolare il più possibile la mia capacità antinfiammatoria endogena.

Perché ho ripetuto così tante volte al giorno gli esercizi: questo è il risultato del primo biofeedback effettuato in tarda serata del 24 gennaio, giorno in cui ho iniziato ad avvertire evidenti sintomi di febbre e brividi di freddo

Ecco cosa ho riscontrato che mi ha portato immediatamente ad attivarmi: battito cardiaco medio 105 e valori di SDNN e RMSSD con valori molto molto bassi, nonostante l’esercizio normalmente crei un risultato apprezzabile già con una sola seduta.

Per mostrare la differenza in condizioni di normalità, questo è il risultato di un biofeedback effettuato da me il 22 gennaio (ci tengo a specificare che oltre a Frequenza Cardiaca, SDNN e RMSSD, ci sarebbero altri parametri su cui approfondire, in ogni caso analizzare queste tre variabili è più che sufficiente per rendere comprensibile nel modo più chiaro e semplice possibile alcuni importanti effetti del Covid-19 sul nostro sistema complesso):

Il risultato mi ha sorpreso e un po’ preoccupato, quindi ho deciso di stimolare il più possibile, per quanto era nelle mie capacità, il mio sistema immunitario tramite stimolazione del Nervo Vago. Nonostante gli esercizi di biofeedback sembravano dare un risultato parziale e insufficiente, giorno dopo giorno ci sono stati piccoli ma costanti miglioramenti, sia in termini di riduzione del battito cardiaco medio, che miglioramento dei valori della SDNN e di RMSSD.

Il primo risultato incoraggiante con il biofeedback respiratorio l’ho ottenuto il 10 febbraio, finalmente un risultato ottimale il 13 febbraio. Il 17 febbraio ho ottenuto un risultato discreto, anche se non ancora perfetto, sul monitoraggio del Sistema Nervoso Autonomo.

Riporto di seguito i tre risultati in successione:

Primo Biofeedback respiratorio che ha iniziato a portare discreti risultati

Primo Biofeedback ottimale

Primo monitoraggio del sistema nervoso autonomo discreto e vicino alla normalità:

Sto continuando ad esercitarmi, poiché al momento è necessario ancora un impegno volontario, nel mio caso l’ANS non ha ancora recuperato la sua funzione di sistema automatico di regolazione. Sono grato di avere i giusti strumenti a disposizione, il risultato è solo una questione di impegno e costanza. Ho verificato in prima persona come il virus Covid-19 metta a dura prova il Sistema Nervoso Autonomo. Dal punto di vista fisico ho riscontrato una ripresa di energia e forza dopo circa due settimane senza aver fatto alcun uso di medicinali di nessun genere. In base ai miei studi ho semplicemente cercato di stimolare il più possibile la risposta antinfiammatoria endogena di cui tutti siamo dotati, con gli strumenti a mia disposizione, che ritengo di altissimo valore.

In conclusione ho verificato sulla mia persona il concetto base su cui ho costruito il mio lavoro: l’importanza di fare prevenzione, per affrontare in condizioni ottimali qualunque minaccia o evento stressante (non solo il Covid-19). Confrontarci con questo virus fa capire quanto sia importante prenderci cura di noi stessi. È ormai assodato che una delle chiavi più importanti per la cura di sé risulta essere il Nervo Vago. La tecnica di biofeedback respiratorio che propongo e che utilizzo per me stesso, stimola il Nervo Vago, inviando un segnale di rilassamento molto efficace nell’attenuare la risposta allo stress. Migliorare il tono vagale inoltre favorisce la produzione di acetilcolina, riducendo in tal modo lo stato infiammatorio. Spero che i dati da me riportati e la mia esperienza, possano far comprendere meglio quanto sia importante riabilitare/fortificare questa nostra componente fondamentale, per la nostra salute e per la nostra longevità e per un sano invecchiamento in autonomia.

 

 

 

 

One Reply to “La mia esperienza Covid-19”

  1. Vivian Recabarren says: 3 Marzo 2021 at 20:06

    Grazie Mille Pierpaolo, molto interessante il tuo studio e verifica giornaliera che ti ha permesso di superarlo con ottimo successo. Complimenti! Sei una Forza!

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